Oggi ho creato questo Blog aperto a tutti per potermi dedicare con maggiore attenzione ad ascoltare tutte le osservazioni e le critiche che si vogliono muovere all'operato del Comitato.
In questi due anni abbiamo lavorato in modo incessante per passare dalla ipotesi Casermoni tipo case popolari ("40 mq per abitante taglio massimo 140 mq per casa") al modello di nuovo insediamento che prevede la ricostruzione di tutte le case rispettando le dimensioni di partenza e la dislocazione esistente. Tutto è critacabile perchè chi lavora corre il rischio di commettere errori; solo chi ha trascorso questi due anni nell'ozio o peggio a tramare contro la ricostruzione oggi si può esibire nell'atavico lamento meridionale che tutto va male e io l'avevo detto.
Un'avvertenza fondamentale: risponderò a tutti anche alle critiche più feroci , ma non agli insulti gratuiti e meno che mai agli ANONIMI.
Un abbraccio particolare a chi non ha voce e a chi soffre non potendo progettare un futuro per i suoi fgli.
27 maggio 2007
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14 commenti:
Ciao
Complimenti al Prof. Giunta per tutto quello che fa e per come lo nell'ambito scolastico.
Una collega del Liceo, Rita.
carissimo Prof. Giunta finalmente la possibilità di lasciare un mio commento...complimenti per quanto ha deciso di fare per la sua cavallerizzo!sa, seppure abbia trascorso con lei solo un anno, è stato tra i pochi a trasmettermi, senza alcun baccano, ma con un semplice scambio di battute, di idee, l'amore profondo per il suo lavoro e per tutto ciò che fa.di lei ricorderò la profonda onestà, la lealtà, la decorosa schiettezza nel pensare e nell'agire...la ringrazio per quanto espresso su di me con altri colleghi, quali la prof. sacco.ricordi sempre che è grazie all'esempio di persone come lei che anche quelli "piccoli" e agli esordi come me, non abbandoneranno mai l'idea di operare per gli altri senza pretendere frettolose ed immediate risposte che sono certa arriverranno come ricompensa per l'amore, l'impegno e l'onestà profusi.grazie di cuore per avermi aiutato a crescere!con affetto e stima infiniti Rossella Librandi.
Buongiorno Giuseppe ( Pepè)
Noto con piacere che hai voluto creare un BLOG per dedicarti con maggior impegno alla profusione e all’ascolto di tutte le cose che le persone di Cavallerizzo vogliono dire.
Io voglio approfittare di questo strumento per dire la mia, anche se credo che negli 850 giorni trascorsi ho sempre detto come la pensavo, mai mi sono nascosto nell’anonimato e anche nell’ultima riunione a cui ho assistito, il 28 aprile 2007, ho espresso le mie perplessità e i miei dubbi, ma di questo ne parlerò più avanti diffusamente, adesso vorrei tornare indietro sperando di non annoiare nessuno. Credo che per fare chiarezza bisogna partire dall’inizio, da quando e’ nato il primo comitato di cui anch’io facevo parte, erano gli inizi ancora non si parlava ne di dislocare il paese ne di altro; quando poi si sono delineate le cose si è voluto cambiare, creando il comitato attuale.
Ho sempre sostenuto che il comitato, per un tratto nel suo percorso, ha lavorato bene, sopperendo alle mancanze di un’amminitrazione assente e sorda alle istanze che venivano dalla popolazione, io non so se qualcuno dell’amministrazione sia mai entrato nelle case dei concittadini di Cavallerizzo per chiedere se c’era bisogno di qualcosa o solo per una parola, che potesse dare sostegno, per un sorriso che potesse infondere coraggio e senso di vicinanza.
Con questo non voglio denigrare l’amministrazione, ma credo che se non si fosse arroccata sul suo piedistallo e avesse affrontato l’emergenza con uno spirito diverso, magari mettendosi davanti ad un tavolo con la consapevolezza che le cose da fare erano tante e che tutti avrebbero potuto offrire la collaborazione, ognuno con le proprie competenze, probabilmente oggi saremmo ad una svolta diversa.
Il comitato ha lavorato a stretto contatto con la popolazione ascoltando le istanze che venivano da più parti e da questo sono venute fuori le schede da presentare all’ufficio progettazione, si sono cercati diversi parametri, si sono fatte delle proposte e si è arrivati ad avere la progettazione con la decurtazione del 35% della superficie preesistente.
Beh certo nessuno avrebbe accettato un modello Casermoni tipo case popolari ("40 mq per abitante taglio massimo 140 mq per casa"), ma non posso neanche affermare che le costruzioni di progetto siano rispettose delle dimensione di partenza e della dislocazione esistente, visto che ad oggi non ho visto ne l’uno ne l’altro.
Credo di essere stato il primo, in tempi non sospetti, a dire in tante occasioni durante le riunioni, che serviva più COMUNICAZIONE fra il comitato e la popolazione, bisognava dire le cose come stavano andando, le cose positive che si stavano portando avanti ma, sopratutto le cose che non andavano, questo per far gruppo, perchè “l’unione fa la forza” dice un vecchio proverbio. Invece si sono scelte strade diverse, la strada del silenzio, del dico e non dico, di partire per Roma senza farlo sapere, come se fosse un segreto di stato.
In tante occasioni ho chiesto di poter presenziare alle riunioni che si tenevano in vari luoghi, solo dopo tante insistenze, una sola volta mi ha contattato uno del comitato, ma sfortunatamente non ho potuto esserci; dopo di che il silenzio, per non dire quando ci siamo visti per caso a Rossano, l’anno scorso in mezzo alla strada, la prima cosa che ti ho chiesto è stata “ci sono novità?”, e tu mi hai detto che tutto procedeva e che non c’era nessuna novità di rilievo, ma l’indomani mattina presto siete partiti per Roma, e non ditemi che gli appuntamenti si prendono il pomeriggio, per il mattino successivo, senza contare poi tutti gli altri appuntamenti.
Credo che non avrei fatto sfigurare nessuno con la mia presenza o con le mie domande (questo mia considerazione vale per tutti i cittadini di Cavallerizzo non voglio fare un discorso personale), questa è per me comunicazione, quella che si aspetta la totalità delle persone di Cavallerizzo. Siamo stati additati come quelli che avevamo scavalcato il comitato e ci eravamo rivolti direttamnete ai progettisti a Roma, credo che se le istanze non vengono evase e’ leggittimo sapere, anche se poi ti rendi conto che i progettisti hanno attuato lo stesso assordante silenzio.Si è attivato un sito internet per poter diffondere in tempo reale la situazione, i passi avanti che si sono fatti, le varie versioni delle planimetrie, questo secondo il mio modesto avviso serve ai concittadini che vivono all’estero che non hanno il polso della situazione e questo vale anche per chi vive dentro i confini italiani, mi chiedo cosa serve mettere solo le foto dei cantieri quando ancora non si sa quanti metri quadri spettano a ciascuna famiglia? Cosa serve attivare un email quando non si risponde a chi pone le legittime istanze?
Io vorrei tanto essere smentito ma credo che in questa stessa situazione ci siano molte persone, quelle che non hanno voce e che soffrono.
Pepe’ perche’ aspettare 846 giorni per attivare un blog? Non sarebbe stato meglio discutere, magari litigare ma parlare, confrontarsi e non chiudersi a riccio? PERCHE? Se l’unico obbiettivo da perseguire era quello di riavere un’abitazione? Oggi, che si sono creati questi forti contrasti (tutti contro tutti), credi sia meglio? Credo che non si possa continuare a fronteggiarsi cosi.
"Abbiamo conquistato il cielo come gli uccelli e il mare come i pesci, ma dobbiamo imparare di nuovo il semplice gesto di camminare sulla terra come fratelli."
Martin Luther King
Carlo Calabria
Carissimo cugino Professore Ing.Giunta, Complimenti e auguroni ti ringraziamo con vero cuore per tutto tuo tempo preso per questo grand progetto. Parole propio non esistano dirti che ci ai datto di nuovo speranza che un giorno siamo di nuovo tutti uniti fra i parendi e amici. Costante pensieri verso voi tutti e quanto ci duole ancora che non possiamo fare nulla, siamo fosse con le mane leggate. Possiamo solo avere molto corraggio e sopra tutto pazienza. Senza spiegarmi molto sai bene che noi emigranti e figli di emigranti viviamo in due mondi fisichamente in Canada ma il cuore certamente in Italia. Una volta quanto ancora cera il bel catundo, era una porta aperta che fino l'anno ritornavamo fra tutti voi, spero con tutto il cuore che questa porta sara di nuovo aperta.
Posso solo dirti GRAZIE per tutto che stai a fare e sai che parole sono solo pocho molto pocho.
Un fortissimo abbraccio molto caloroso e te e tua famiglia che ci mancate da morrire.
Di nuovo ti RINGRAZIAMO che forse troviamo questa desiderata pace e serenita alle anime nostre.
Complimenti di nuovo e dirti solo BRAVO, BRAVISSIMO tua intelligenza e gesti ci lascia senza parole.
Con grande rispetto, stima e onore mio con vero cuore
Elena Vilardi
necessita di verificare:)
E' incredibile che abbiate aderito a questo BELLISSIMO progetto che fa PARTECIPARE LA POPOLAZIONE alla ricostruzione del piccolo borgo di Pescomaggiore proprio voi che vi siete chiusi a "Riccio"su tutte le esigenze della popolazione di CAVALLERIZZO.
Tanto per farvi ricordare le buone INTENZIONI allego in copia le le finalità dello studio B.A.G. nella ricostruzione del post sisma in Abruzzo.
Con il Progetto Abruzzo_studiomobile B.A.G. si propone di collaborare al recupero del patrimonio architettonico di una delle regioni, sia dal punto di vista paesaggistico che culturale, più affascinanti d’Italia e drammaticamente sconvolta dal sisma del 6 aprile 2009. B.A.G. crede che l’emergenza non debba essere considerata un pretesto per imporre uno specifico standard costruttivo e sottovalutare le esigenze degli abitanti. L’intenzione è quella di intervenire con la popolazione nella ricostruzione tramite una progettazione partecipata, ascoltando innanzitutto le loro esigenze, per poi accompagnarli verso l’edificazione del proprio “spazio”, non solo fatto di materiale edilizio ma soprattutto di tessuto sociale e interculturale. Solo attraverso una trasparente collaborazione tra popolazione, autorità locali, professionisti e imprese, si potrà trasformare questo avvenimento naturale disastroso in un punto di partenza per una efficace ricostruzione, nell’ottica di ridare una “casa” a chi vive oggi in tenda e una “rinascita” a chi non crede che ciò possa avvenire in un sistema globalizzato che tende ad orientare la gente verso la chiusura in se stessi e il deterioramento dei rapporti sociali.
Su dai, ancora uno sforzo e riesci a trovare il nome e cognome tra i tuoi
dati e un po di coraggio per pubblicarli. E' incredibile solo per te quello che abbiamo fatto perchè non capisci nulla di quello che è stato l'iter per la rinascita di Cavallerizzo. Se vuoi posso fornirti qualche delucidazione, ma dubito sulle tue capacità di comprensione.
Come disse qualcuno "La migliore difesa è l'attacco!.....è così caro ingegnere?
dottore professore ing. giunta se volete il cementoarmato che
avette ordinato suta cerzitu vi costa 150.000.000 di euro e lo potette prendere che fra poco sara` pronto
Si poteva
benissimo intervenire su quelle permettendo
così al paese di continuare
a vivere, e invece si è preferito fare
scelte diverse». Una scelta che non piace
neanche alla Soprintendenza per i
beni architettonici della Calabria, che
nel 2009 scrive per ben due volte al sindaco
di Cerzeto per chiedere di salvaguardare
il paese interessato «in maniera
solo marginale» dalla frana.
La decisione però ormai era presa.
Senza informare gli abitanti di Cavallerizzo
dei motivi che la sostengono, visto
che le relazioni geologiche alla base
della decisione di delocalizzare vengono
consegnate dalla protezione solo
nell’ottobre del 2009, ben quattro
anni dopo e a cantiere già aperto.
La nuova Cavallerizzo oggi è un via
vai di camion e ruspe che si affannano
nel fango. Più che un paese sembra
un moderno quartiere di periferia anche
se - assicurano al cantiere - si sono
rispettate tutte le caratteristiche
del vecchia frazione, arrivando a mantenere
anche gli stessi rapporti di vicinato
nell’assegnazione della case.
Semmai qualcuno deciderà di andarci
a vivere.
sbilanciamoci.info
Tra ingiustizia
e casinò
Biografia della crisi
Roberta Carlini MILIONI di euro. È la cifra spesa
finora per costruire la nuova
Cavallerizzo. Secondo gli abitanti, si
sarebbero potute restaurare le
vecchie case del paese spendendo
molto meno
LA FRAZIONE DI CAVALERIZZO, IN PROVINCIA
DI COSENZA.
SOTTO A DESTRA LA NUOVA CAVALLERIZZO
DOVE A PARTIRE DAL PROSSIMO ANNO
DOVREBBERO TRASFERIRSI GLI ABITANTI
DEL PAESE.
Annalaura Spalla a scrito il libro sula frana
La ricostruzione del paese di Cavallerizzo in Calabria a seguito della frana del 7 marzo 2005 è il risultato di un esperimento molto particolare, urbanistico e sociale insieme, che nasce da un'emergenza abitativa e si trasforma, lungo il percorso, nel processo di ricostruzione di una comunità. Come fare un paese nei tempi brevi dell'emergenza? Che cosa trasferire dal vecchio al nuovo? Il libro racconta la storia di questo progetto di iniziativa pubblica,
e speriamo che il libro racontera` pure se tutti i citadini di Cavallerizzo riceverano le case uguale sul valore e come grandeza, per tutti i citadini , o pure ci sono quei 5o6 persone che magari fanno come il Presidente ,
<<>>
. Le gjitonie di Cavallerizzo, i quartieri di tradizione albanese,
be magari capitase, a me che midarano un apartamento di questi che parlate,
cosi la matina presto quanto mi alzo e guardo fuori dalla finestra guardando verso la montgna
il sole sta apena sorgendo e i raggi incominciano ad il`uminare il mio vechio cavallerizzo......Cosi mi ricordera`da dove vengono le mie origini ,da quel paesino che sembrava proprio come un Presepio che facevo ogni anno quando ero ragazzo
Një ëndër ndë tru kish njery,
oj si i arruri bukur haidiar
pa ditur sy!!!!!!!!!!!!!!
Con affetto
Oreste Golemme
Pameta rrëxetë
Rrëxetë: Çipulina t' egra
Atë çë toket sa t’ hanë katër vetë:
pesqind grame çipulina t' egra (1),
një peperiel çë dieg,
njëqind grame buk shpije,
vaj sa toket,
krip sa duhet.
Si kat ndreqën shurbiset:
lani mirë mirë çipulinat;
I pritni me thik ngriq e shkriq një cik;
I vëni ndë vulin e ujit me kripë;
I pritni të holla të holla;
I kallarni ndë vaj me peperielin ë diegur të bënur cika cika e buk shpije të gratarmë;
vëni kripën e i hani te stohta nëmos nëng janë të mira.
ju bët mirë e mirë se erdhëtit.
(1) çipulinat t' egra bëjin lulet e Shën Thanasit
Rrëxetë: Tumac shpjie me bukë e bakallà
Atë çë toket sa t’ hanë katër vetë:
pesqind grame tumac shpije,
katër o gjashtë thela bukje shpije të ndiçur,
vaj ulliri sa toket,
katërqind grame bakallà,
katërqind grame kumpadhòre pa fulludhë,
një qepë,
krip sa duhet,
një cikë peper të zi.
Si kat ndreqën shurbiset:
Thelàrni bakallàun të sponxarmë e kumpadhoret të qëruame;
gërryeni qepën e vëni gjithsèj ndë një tijele me vaj ulliri sa të diganiset;
vëni sa të zienjë një stufarolle me ujë me krip;
sa zë vuli vëni tumacët e shpijs;
sa zihen i skulloni e i ndreqni me sukilin e bakallàut e bakallàun të telarmë;
vëni gjithsèj ndënjë vaxhill e përmbiza i vëni bukën e shpis të cikiniarmë e të piekur;
vëni një cik pèper të zi e riminarni mirë mirë;
qèlnie karrera ndë tries, hani, ju bët mir e kemi harè se arrut!
Shënt Japk, 2 maj dimijedhietë
pas Zotit Krishtë
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